Più appalti senza gara, cosa succederà nel 2019?

La recente bozza di legge di bilancio sulla quale il Governo avrebbe raggiunto un’intesa nella notte tra il 16 e il 17 dicembre ha modificato, tra le tante cose, la soglia di affidamento diretto degli appalti per le Pubbliche Amministrazioni da 40mila a 200mila euro. A seguito di questa Manovra, la percentuale di affidamenti diretti aumenterà rispetto agli anni passati.

Ma cosa comporta esattamente questa decisione?

Attraverso un’attenta analisi dei dati di ContrattiPubblici.org riguardanti l’anno 2017, mostreremo quanto effettivamente questa percentuale andrà a modificare il mercato e, di conseguenza, la trasparenza amministrativa e la concorrenza tra le aziende.

 

Perché parliamo di appalti senza gara?

Gli affidamenti diretti consentono alla Pubblica Amministrazione di bypassare, in alcuni casi ed entro una certa soglia (ad oggi fissata a 40 mila euro), la fase di selezione competitiva, aggiudicando, di conseguenza, il contratto direttamente a una singola azienda senza passare per una fase concorrenziale tra più offerte e fornitori.

Gli affidamenti diretti fanno parte di tutte le procedure previste dal Codice degli Appalti; in questo caso, per bilanciare anticorruzione, trasparenza amministrativa e una maggiore autonomia nella gestione dei lavori.

Nel caso in cui i lavori che la stazione appaltante intende aggiudicare a un contraente si trovano all’interno della soglia minima, il Codice degli Appalti permette più libertà d’azione attraverso il ricorso dell’affidamento diretto da parte della Pubblica Amministrazione.

 

Affidamenti diretti nel 2017

Nel 2017 più di 17mila Pubbliche Amministrazioni italiane hanno fatto ricorso a procedure di affidamento diretto siglando un totale di 2 milioni e mezzo di contratti, creando un mercato nell’ordine dei 10 miliardi di euro.

Le principali Pubbliche Amministrazioni che si sono storicamente avvalse di questa procedura sono i Comuni, seguiti da Università e scuole pubbliche e aziende del Servizio Nazionale Sanitario.

 

Cosa succederà con la nuova Manovra di Governo?

Con l’aumento della soglia massima, sulla base dei dati 2017 di ContrattiPubblici.org, il trend cambierebbe, infatti le Pubbliche Amministrazioni che hanno stipulato contratti per un valore tra 40 mila e 200 mila euro sono, in primo luogo, le aziende del Servizio Nazionale Sanitario, a seguire Comuni e S.P.A. italiane (Poste Italiane, Trenitalia, ANAS, ecc.).

Stiamo parlando, nel 2017, di almeno 100 mila contratti, per un mercato complessivo sempre dell’ordine di grandezza dei 10 miliardi di euro (quindi un incremento tra prima e dopo la riforma di +100%; in linea con alcune stime segnalate dai quotidiani nazionali che attestavano il cambiamento attorno al +70%).*

In conclusione, la nuova Manovra di Governo modificherà la tipologia di attori pubblici che potrebbero adottare lo strumento dell’affidamento diretto nel 2019. Molto probabilmente non saranno più i Comuni italiani a ricorrere maggiormente a procedure di questo tipo, ma si apre la porta ad un utilizzo maggiore in ambito sanitario e tra le aziende partecipate.

È in questo panorama che ContrattiPubblici.org si posiziona come leader tra i sistemi di monitoraggio dei contratti pubblici italiani, unico in grado di dare contemporaneamente trasparenza a tutti gli affidamenti diretti e alle gare d’appalto in Italia.

* la stima di +100% potrebbe anche essere sottostimata perché ci sono contratti poco sopra 200mila euro che potrebbero essere modificati per stare sotto soglia, come oggi accade vicino alla soglia dei 40mila euro